Londra negli anni è stata il centro nevralgico di così tanti “terremoti” giovanili, sembra un miracolo che questa città stia ancora in piedi. Data la sua durata, la scossa della subcultura Punk fu certamente la più forte. 

La sua influenza, anche a decenni di distanza dalla sua nascita (i 12 mesi a cavallo tra il 1976 e il 1977), continua a sentirsi ovunque con forti scosse d’assestamento: dai bar di quartiere agli spettacoli teatrali, dalle strade ai grandi saloni. Era quindi inevitabile che una mostra venisse dedicata al movimento. E siamo fortunati perché la mostra non si terrà in un museo qualsiasi, bensì al Metropolitan Museum Costume Institute di New York, dove il curatore Andrew Bolton ha dimostrato di avere un istinto naturale per le varie declinazioni della cultura pop.

“PUNK: Chaos to Couture” che in un primo momento può sembrare una celebrazione del movimento nella sua accezione più globale, non dimentica di mostrare l’importanza dei diversi luoghi che hanno fatto la storia del Punk.

Se da un lato, con i pionieri Richard Hell e la band dei Ramones, si racconta il forte legame con New York, dall’altro, con gli abiti di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, si rende omaggio alle sue radici più profonde, quelle londinesi.

Come dimenticare King’s Road con le sue boutique Seditionaries, McLaren e Westwood, dove i vestiti erano marchiati da un’etichetta, “Clothes for Heroes”, quasi a voler sottolineare uno stile (di vita) unico, diverso. Solo 30 anni più tardi questi capi avrebbero superato quel cliché che viveva radicato nelle spille, negli strappi e nei dettagli metallici di allora.

Inevitabilmente, nel tempo, tanti designer si sono lasciati ispirare dal punk e hanno aggiunto a quei codici ornamentali estetici un tocco di grinta e contemporaneità. Ed è proprio grazie a questa mostra esclusiva, che i simboli punk vengono nuovamente raccontati nelle collezioni 2013. Come? Con un tocco fetish qua, un ciuffo di lana mohair là e tanti accessori che attraverso il metallo ripropongono lo spirito anarchico “fai da te”, vero fondamento dell’etica Punk. E allora che ne dite di celebrare con una collana di chiodi?



Tim Blanks scrive di moda a livello internazionale dal 1985. Ha presentato il programma ‘Fashion File’ di CBC, trasmesso in tutto il mondo. Dal 2006 è editor-at-large di Style.com, per cui commenta e segue tutte le principali sfilate prét-à-porter uomo e donna e haute couture nelle capitali della moda. Blanks scrive regolarmente di moda ed entertainment per numerose testate internazionali. È stato uno dei curatori di ‘Sample’, la rassegna globale di Phaidon sulle nuove mode. Ha anche contribuito alla monografia di Steidl su Michael Roberts, al volume per celebrare i 20 anni del menswear di Dolce & Gabbana, al catalogo della mostra di Alexander McQueen tenutasi presso il Metropolitan Museum, alle monografie su Walter Van Beirendonck e Bottega Veneta e al libro ‘New Fashion Photography’ edito da Prestel. Nato in Nuova Zelanda, Blanks vive a Londra dal 1990, con i suoi numerosi e amatissimi cani Jack Russell. 


Get the look: non perdere l’esclusiva capsule collection di gioielli dell’acclamata designer Italiana Osanna Visconti di Modrone. La sua Collezione Chiodo, realizzata in bronzo e fatta a mano, è composta da bracciali e orecchini ispirati all’iconica forma a chiodo. La collezione è disponibile su yoox.com a partire dal 10 maggio.

Above:
Sid Vicious, 1977 image by Dennis Morris
Chanel, 2011 image by David Sims