Cantante, autore, musicista, attore, performer. È difficile definire artisticamente David Bowie: dagli anni Sessanta ad oggi ha “cambiato pelle” numerose volte, influenzando, inevitabilmente, società e costume.

Questa primavera lo vede tornare indiscusso protagonista della scena. Oltre all’imminente uscita del nuovo disco The Next Day, il Victoria and Albert Museum di Londra, infatti, gli dedica una grande retrospettiva. David Bowie is inaugura il 23 marzo (e resterà allestita fino a fine luglio).

In mostra 300 pezzi tra disegni, appunti, costumi di scena, fotografie, film, video e strumenti musicali che appartengono al David Bowie Archive: un percorso che rende tributo alla sua carriera, dagli esordi nelle band scolastiche, fino alla creazione di celebri personaggi alter-ego come Ziggy Stardust e The Thin White Duke.

Mitici i suoi look: dalle tutine aderenti e glitterate dei primi anni ’70, quelli del glam rock, ai completi androgini e sartoriali, dalle zeppe vertiginose alle linee asciutte e ultra slim, dai toni siderali dell’argento e del bianco ottico al più classico black and white, i designer hanno sempre attinto ai suoi numerosi cambi d’immagine. Camaleontico, ipnotico, in perenne bilico tra musica e teatro, David Bowie è stato, e continua a essere, un’inesauribile fonte di ispirazione per la moda.

Image The Archer Station to Station tour 1976 © John Robert Rowlands