Nel suo nome d’arte si nasconde un omaggio a Dylan Thomas, tra i suoi riferimenti culturali ci sono registi come Terrence Malick e Erich Rohmer e vanta collaborazioni con Sufjan Stevens e Bon Iver: bastano pochi cenni “biografici” per collocare la giovane songwriter americana St. Vincent tra le nuove icone della musica indie. Il suo ultimo album si chama “Strange Mercy”. The New Yooxer l’ha incontrata e ha scoperto qualcosa di più di lei e del suo stile.
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Al secolo Annie Clarke, polistrumentumentista dalla tecnica raffinatissima, St. Vincent è giunta a soli 28 anni al suo terzo lavoro in studio, confezionando “Strange Mercy”, un album tra i più belli e intensi di quest’anno.
Aria delicata e diafana, voce perfetta, Annie ha una personalità originale, capace di stupire nella musica come nelle scelte di stile. É il momento di dare la parola (e la musica) a St. Vincent!

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Come descriveresti il tuo ultimo album “Strange Mercy”?
È uno studio sulla differenza che esiste tra quello che le persone dicono e quello che realmente intendono, tra ciòo che sostengono di volere e ciò che veramente desiderano
C’è una storia interessante dietro al tuo nome d’arte St. Vincent, che riguarda il poeta Dylan Thomas. Ce la racconti?
Nell’album “The abattoir blues” di Nick Cave and the Bad Seeds c’è una bellissima canzone che si intitola “There she goes my beautiful world” che dice “e Dylan Thomas morì ubriaco all’ospedale di St. Vincent”.  Ho scelto il nome S.Vincent per sentirmi protetta dai miei eroi.
Quali artisti hanno influenzato la tua musica?
Un breve sguardo agli artisti cui mi sono riferita negli ultimi 2 album: Bas Jan Ader, Jenny Holzer, Eric Rohmer, Frank O’Hara, Terrence Malick… e la lista potrebbe continuare!
A proposito del tuo stile: cosa dice di te il tuo armadio?
Dice “grazie tante Phillip Lim, ACNE, Rachel Comey e Vena Cava per avermi vestita. Mi prenderò cura dei vestiti”
Non potresti vivere senza?
La mia chitatrra bobcat del ‘67
Il tuo libro preferito sul comodino
“Slouching towards Bethlehem” di Joan Didion, un’antologia di saggi brillanti.
Una cosa che rende migliore la tua giornata
Correre e poi fare yoga, ma prima un buon caffè.


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