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16 July 2010

Airport Look

 
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Se quest’estate non avete scelto di rimanere su territorio nazionale, è quasi certo che vi ritroverete a preparare le valigie e tutto l’occorrente per un viaggio in aereo. Una domanda vi ossessiona: cosa devo mettere in valigia, ma soprattutto cosa indosso per partire? Ci sono innumerevoli risposte a questi quesiti, mettetevi seduti con il sedile in posizione e allacciate le cinture.
Non possiamo garantirvi di arrivare in tempo al gate di partenza, ma possiamo cercare di aiutarvi ad arrivare a destinazione con stile, non importa se ultra eleganti o ultra sportivi, l’importante è sentirvi a vostro agio, e partire, naturalmente.

Vi è mai capitato di osservare come si veste chi affolla l’aeroporto nei periodi estivi? È un osservatorio privilegiato su tendenze e stili. C’è la famiglia di viaggiatori del genere Donna e Uomo Avventura: tuta, scarponcini, zaini o borse a tracolla. C’è il gruppo vacanze genere “Andiamo al Resort Spa Esclusivo”: un mix tra eleganza compassata, mocassini e ballerine, pantaloni capri e colori neutri  bianco, beige e nero, un po’ anni 50’. Capita anche di vedere la coppia V.I.P. pronta per viaggiare o per una serata di gala? Ed infine un trio di amiche o amici un po’ hippie-style, caftani e zoccoli di legno per lei, bermude e scarpe da tennis per lui. A ogni destinazione il suo stile, sembra, eppure non è sempre così, si tratta semmai di come si sceglie di affrontare lo stress da security check, dei sedili troppo stretti in cabina o del semplice mal d’aria. In passato il dress code d’eleganza era un obbligo a bordo, non solo per tentare un upgrade in prima classe, oggi vince, quasi sempre, la comodità.

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Ecco qualche semplice consiglio per i vostri viaggi on air:

1. VESTIRSI A STRATI
Indipendentemente se state volando ai Caraibi o in Alaska, portate con voi una giacca o almeno un cardigan o una felpa con il cappuccio per difendervi dall’aria condizionata dell’aereo e dalla temperatura delle sale d’attesa dei gate. Una serie di strati di cotone o tessuti leggeri, vi potranno cullare anche i pisolini durante il volo.

2. SCARPE FACILI
Tacchi alti o tacchi bassi, stringate o mocassini per lui, l’importante è la facilità con cui riuscite a sfilarli quando passate ai controlli di sicurezza. Le procedure aeroportuali cambiano in continuazione, ma il controllo delle scarpe ha acquisito una certa rilevanza, tanto che vengono ricontrollate più volte anche da macchinari appositi, specie nel caso vogliate indossare stivali, comodi sì, ma difficile da sfilare e depositare sul rullo in meno di un minuto, mentre la fila di persone dietro di voi cresce a dismisura.

3. TESSUTI ELASTICIZZATI
Che si tratti di tuta per lui o di un tubino per lei, l’importante è il tessuto. Per evitare di continuare a muovervi tutto il tempo che passerete in aereo con la fastidiosa sensazione di avere pieghe ovunque e di atterrare e scoprire che siete “stropicciati dalla testa ai piedi”, scegliete tessuti come il jersey, lo spandex, il cotone strech, e il gioco è fatto, potrebbero anche non accorgersi che avete preso l’aereo.

4. BORSA A TRACOLLA O ZAINO?
La pochette e il marsupio sono da lasciare a casa! Carta d’imbarco, bustina porta liquidi, passaporto, agenda, pc (per i lavoro-dipendenti), iPod, etc… non possono che stare in una borsa a tracolla o uno zaino per lui (attenzione alle dimensioni da cabina, non più di 60 cm di lunghezza), in una bella borsa a tracolla o a mano multi-tasche per lei. Da non dimenticare sono un bel paio di occhiali da sole, da tenere anche a bordo per dormire o semplicemente rilassarsi dai neon degli aerei.

5. RELAX
Per chi non ha voglia di vedere i film proiettati sui monitor o sul proprio pc, per chi non ascolta musica e non dorme, un buon rimedio per ingannare il tempo in volo e rilassarsi è… leggere. Un bel libro da portare nel bagaglio a mano, niente di troppo impegnativo e soprattutto a prova di peso s’intende (altamente sconsigliati tomi alla Tolstoj), oppure un taccuino Moleskine dove poter scrivere il diario di bordo o i propri appunti sul viaggio. Dopotutto era così che facevano Bruce Chatwin ed Ernest Hemingway prima dell’avvento dei blog, un modo per non perdere contatto con la capacità di scrivere con la propria penna, annotando, disegnando, fantasticando prima di atterrare a destinazione.