Tilda Swinton & Jil Sander
The New Yooxer intervista Tilda Swinton e Luca Guadagnino. Il dialogo tra gli abiti cult di Raf Simons e le metamorfosi emotive dei personaggi, raccontato dalla protagonista-produttrice e dal regista di Io sono l’amore.
Guarda il backstage esclusivo del nuovo film Io sono l’amore
Intervista esclusiva a Tilda Swinton e Luca Guadagnino
L: Luca Guadagnino
T: Tilda Swinton
Di cosa parla Io sono l’amore?
L: Parla di come una famiglia può cambiare per sempre grazie a scelte personali rivoluzionarie.
T: Il film è la storia di una famiglia alto borghese, racconta la forza dell’amore e l’inevitabile trionfo della natura, umana e non solo.
La protagonista Emma Recchi è interpretata da Tilda Swinton: perché questa scelta?
L: Io e Tilda abbiamo lavorato a quattro mani alla realizzazione del film.
Qual è il ruolo della moda nel film?
L: Per me la moda è una fonte di ispirazione. L’incontro tra la moda e il cinema mi ha fatto venire tantissime idee, è stato un privilegio lavorare con questi due mondi.
T: Decisamente inferiore al ruolo che ricopre lo stile.
Il guardaroba dei personaggi li caratterizza?
L: Attraverso la pura creatività della moda, i personaggi diventano più originali e più veri.
T: In un film, ogni dettaglio caratterizza un personaggio. L’inquadratura e l’art direction, i colori e il movimento delle riprese: il personaggio si costruisce intorno all’armonia di tutti questi elementi.
Perché avete scelto Jil Sander by Raf Simons per gli abiti di Emma-Tilda Swinton?
L : Ho sempre ammirato il lavoro creativo di Raf Simons.
T : Il team di Jil Sander ha capito subito che stavamo cercando un sottile dialogo tra la trama del film e gli abiti di Emma.
Quanto è importante la moda nella vostra vita privata e in quella professionale?
T: Sono fortunata, molti dei miei amici sono artisti, persone che lavorano nella moda da cui traggo spesso ispirazione. C’è un rapporto speciale, rappresentano una parte piacevole e importante del mio lavoro. Insieme a loro raggiungo un’energia e una precisione unica, che riguarda l’aspetto personale e intimo della moda: la capacità quasi spirituale di infondere il coraggio di essere se stessi.
La famiglia Recchi vive secondo le rigide regole dell’alta borghesia milanese, fino a quando Emma-Tilda Swinton rompe gli schemi innamorandosi di un uomo libero dalle convenzioni della nobiltà. Il regista e l’attrice premio Oscar hanno realizzato un film in cui le scelte di stile esaltano le rivoluzioni personali: il guardaroba di Emma Recchi definisce un contesto storico e sociale ben preciso, i colori sviluppano la trama lasciando spazio alle passioni.
Io sono l’amore – nelle sale dal 19 marzo.


