In occasione della mostra dedicata dalla Barbican Art Gallery di Londra a Ron Arad, The New Yooxer incontra il designer, architetto e artista di origini israeliane: trent’anni di sperimentazione fuori dagli schemi, tra oggetti ormai diventati familiari e inquietudini creative.
Dall’approccio post-punk degli esordi fino alle recenti sculture di metallo dal sapore tecnologico, Ron Arad non ha mai avuto paura delle sfide. Il suo studio ha progettato con lo stesso slancio lo store di Yohji Yamamoto a Tokyo, il duoMo hotel di Rimini, il Design Museum di Holon in Israele, trasformando materiali diversi con un approccio personale e creando arredi cult come la libreria Bookworm per Kartell, in mostra al Barbican nella versione di 35 metri, la più grande mai realizzata finora.
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Tra prototipi, limited edition e produzioni industriali, il confine tra scultura e design resta volutamente indefinito. Dopo le retrospettive del MoMa di New York e del Centre Pompidou di Parigi, è la volta di Londra. La città dove ha studiato architettura negli anni Settanta, e in cui ha poi scelto di aprire il suo studio, dedica al designer una mostra con oltre 150 opere su due livelli: un percorso tra linee eteree, equilibri materici, esperienze digitali.
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Ron Arad: Restless – fino al 16 maggio alla Barbican Art Gallery di Londra.


