The New Yooxer |

1 Ottobre 2008

100 YOOXCOVER


Ogni mese Alberto Biagetti e Alessandro Guerriero interpretano l’anima di YOOX.COM attraverso immagini visionarie, rappresentazioni concettuali in cui l’abito e il corpo trovano una loro sintesi visiva: le YOOXCOVER.
Proprio come la copertina di un magazine, ogni mese la YOOXCOVER cambia, sviluppando un nuovo racconto sospeso tra realtà e finzione: un concetto trasversale di moda e di creatività che si contamina con altre forme di espressione artistica.

YOOX.COM festeggia il suo ottavo anno di vita, arrivando al traguardo delle 100 cover che fin dalla sua nascita caratterizzano la home page, immagini fortemente simboliche che commentano il connubio tra la dimensione umana e quella tecnologica: un mondo virtuale dove non esistono confini tra moda, arte, design e architettura.

Alberto Biagetti, direttore creativo di YOOX.COM, e Alessandro Guerriero, designer riconosciuto a livello internazionale, raccontano come è nato questo progetto.


Come è nata l’idea della cover?

AB Ognuno di noi ha un desiderio latente di vedere l’immaginario, le YOOXCOVER sono la realizzazione di questo desiderio. Abbiamo pensato di vestire il corpo con l’immaginazione.

AG Più che da un’idea, siamo partiti da uno sguardo. Guardavamo al vestito come progetto complesso, come architettura che ospita il corpo. E da lì ci siamo immaginati il resto… il vestito è diventato virtuale, e di conseguenza senza luogo e senza tempo.

Moda e design, spazio reale e mondo virtuale si combinano nelle cover. Qual è il processo creativo e operativo per realizzarle? Quali le ispirazioni per rinnovarle ogni mese?

AB Ogni mese si progetta uno spazio immaginario, si disegna un paesaggio surreale che ospita il corpo. Il corpo indossa la città, l’arte, il paesaggio, la fantasia, la luce…

AG Si parte da un’idea intangibile, la si traduce in disegno usando il corpo come unico limite formale, e alla fine si costruisce il modello virtuale.

100 cover in 8 anni, un bel traguardo: cosa hanno in comune la prima e l’ultima cover? Come si è evoluto il concept?

AB Ogni immagine esaspera l’idea del vestito virtuale. Uno stilista immagina un vestito rosso come il fuoco o ci disegna sopra delle fiamme, noi creiamo un vestito di fuoco. Ogni cover, dalla prima all’ultima, è la realizzazione dell’impossibile. L’idea evolve con il pensiero, cioè adattandosi e mutando rispetto al tempo e alle nostre esperienze e a quelle del mondo.

AG Il comune denominatore è che non esiste una logica statica, ma una continua evoluzione del pensiero in movimento e così evolve anche l’immagine…

Qual è il messaggio che volete lanciare attraverso queste immagini?

AB Le cover incarnano l’uomo contemporaneo. Nel bene e/o nel male, l’uomo è distaccato dalla realtà, tra il corpo e il mondo c’è la tecnologia, e la tecnologia assegna dei limiti precisi e degli spazi infiniti. Uno di questi spazi è destinato alla creatività intellettuale.

AG Queste immagini hanno un’estetica forte e imponente, eppure ogni cover cattura un pensiero volatile, appeso per un solo filo. Per quanto riguarda il contenuto, l’unica costante è la sua mutazione e, di conseguenza, la mutazione continua della cover.

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