Planet Funk
Sette anni di lavoro all’insegna della sperimentazione musicale. Tre dischi molto diversi tra loro, ma con importanti tratti in comune: “Non Zero Sumness”, “The Illogical Consequence” e “Static” propongono diverse declinazioni dello stile Planet Funk mescolando rock, pop, elettronica e dance.
Il 2009 segna il ritorno dei Planet Funk con l’atteso greatest hits. La voce di Dan Black accompagna la band nei tre inediti del disco: “Lemonade”, “Too Much TV” e “PaperFeathers”. Il cantante inglese, dall’inconfondibile ritmica vocale, torna a far parte della “band” italo-britannica.
INTERVISTA ESCLUSIVA AI PLANET FUNK
1. Italia vs Inghilterra?
L’Italia ti vizia. Per noi quattro italiani, è difficile fare a meno di questa bella nazione. In questo momento di crisi globale anche la musica risente dell’ondata negativa. L’Inghilterra però da questo punto di vista è molto più solida: in posti come Londra, che hanno visto nascere e crescere l’industria musicale, emergono costantemente nuovi progetti, si respira decisamente un’aria nuova.
2. Sonorità elettroniche mescolate ad altri generi musicali hanno caratterizzato i vostri pezzi in tutti questi anni. E il futuro?
Andremo in giro per il mondo per trasformare in suono tutto ciò che ci emoziona. Come ora, la nostra musica del futuro farà ballare: un giusto compromesso di atmosfere melodiche e contorni psichedelici.
LA DREAM BOX DEI PLANET FUNK
3. Musica e Internet?
Oggi la musica non può fare a meno di Internet. È un luogo privilegiato per la promozione, e se una traccia è forte gira velocemente in rete. Per chi fa musica è indubbiamente uno strumento di lavoro.
4. Il vostro rapporto con la moda?
Un rapporto strano. Non seguiamo la moda, cerchiamo di avere una nostra identità e un nostro stile.

Ascolta su iTunes










