Patti Smith – Horses 1975, photo by Robert Mapplethorpe
“Ma oltre alla Settimana della Moda, cosa sta succedendo in questi giorni a Milano? Sento un’aria elettrizzante che mi dà molta energia… Pochi giorni fa ero a New York, ed ero svogliata. Ora invece avverto una forte carica.” Inizia con questa inaspettata domanda l’incontro con Patti Smith, che definire icona del rock risulta decisamente riduttivo. Nel corso della sua carriera, l’artista americana si è infatti occupata in maniera approfondita e continuativa di arte, fotografia, poesia.
È a Milano per presentare “Dream Of Life”, bellissimo film sulla sua vita diretto dal fotografo Steven Sebring, in concorso al Festival di Berlino 2008.
Patti Smith appare in forma smagliante, con blue jeans attillati, maglietta a righine bianche e nere, giacca nera extralarge e anfibi scamosciati che le fasciano i piedi. Un’eleganza solo apparentemente trasandata la sua, che la accompagna dagli esordi della carriera.
La copertina di “Horses”, suo primo album, firmata dall’amico Robert Mapplethorpe è in questo senso esemplare: una giovane donna dal fascino androgino in camicia bianca e giacca nera sulla spalla fissa l’obiettivo con aria di sfida.
In molti vengono stregati dal suo look prima ancora che dalla sua musica. Tra questi la stilista belga Ann Demeulemeester, che per le sue collezioni si è ispirata profondamente allo stile della cantante e che ricorda: “Avevo 16 anni quando ho visto “Horses” esposto in un negozio di dischi. Non sapevo affatto che genere di musica facesse Patti ma ero totalmente affascinata dalla copertina dell’album e l’ho comprato. È stata una rivelazione: man mano che i pezzi si avvicendavano, ho avuto la sensazione di conoscere Patti Smith da sempre. E mi sono detta, ‘devo assolutamente fare di tutto per incontrare questa donna’, cosa che poi in effetti sono riuscita a fare”.
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INTERVISTA ESCLUSIVA A PATTI SMITH
1. Patti, Steven Sebring, il regista di “Dream Of Life”, proviene dal mondo della fotografia di moda; come è stato lavorare con lui?
L’ho conosciuto attraverso Michael Stipe. “Dream Of Life” è il frutto di 15 anni di lavoro, durante i quali Steven mi ha seguita ovunque. Dopo così tanto tempo trascorso insieme, oggi per me è come un fratello.
2. Vista la quantità di materiale girato, è stato difficile scegliere le scene da inserire?
È stato un lavoro di cui si è occupato totalmente Steven. Io mi sono limitata a fare l’attrice… sono Anna Magnani in questo film! (ride di gusto N.d.r)
3. Il film descrive molto bene la tua dimensione pubblica ma anche quella privata. Non sei gelosa della tua privacy?
Sono gelosa della privacy dei miei figli. Per quanto mi riguarda, invece, no, non lo sono. Sono una persona semplice che ama comunicare agli altri la sua semplicità. Lo status di rockstar non mi si addice.
4. L’utopia, il sogno erano ideali molto forti quando all’inizio degli anni ’70 hai cominciato la tua attività artistica… E oggi?
Ciò che mi preme è comunicare con la gente, tramandare valori e vibrazioni positive.
Nel 1979 sono diventata famosa ma qualcosa nella mia vita non quadrava. Nel 1996 quando sono ritornata sulle scene ero una persona diversa. Avevo da poco perso Fred ed è stato molto difficile, doloroso. Ma non avevo paura. Oggi sono di nuovo qui.
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