5 Dicembre 2008

Ellen Allien

Dj, producer, musicista, proprietaria di un’etichetta discografica (la BPitch Control), creatrice di moda (con il marchio Ellen Allien Fashion) , Ellen Allien è un eloquente esempio di come oggi le differenti espressioni artistiche tendano a influenzarsi fino ad amalgamarsi, dando vita a nuove e stimolanti forme espressive.

ESCLUSIVA PER YOOX.COM

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1. Con che spirito ti sei avvicinata alla creazione della nuova collezione?
I miei capi sono una sintesi di sensibilità d’avanguardia, spiritualità e omogeneità. Direi che sono le stampe e i disegni a essere gli elementi più importanti delle mie collezioni. Assicurano infatti unitarietà a ciò che creo.

2. Su una delle T-shirt della nuova collezione, c’è scritto “I’M TECHNO AND YOU ARE NOT”. Come mai un’affermazione che tende a escludere invece che a includere?
Volevo essere ironica, perché del termine techno si è un po’ abusato, lo si trova ovunque anche se francamente non è il caso. Nonostante ciò, questa parola è riuscita a mantenere il suo significato profondo, almeno per i musicisti e i club che lo suonano. Così l’affermazione “I’M TECHNO AND YOU ARE NOT” esprime non tanto uno stile di vita ma piuttosto un metodo di lavoro, un approccio all’esistenza, un modo di divertirsi, di esprimersi e via dicendo.

3. In ambito extra techno c’è un filone musicale che ti piace, non tanto per il fatto propriamente musicale ma per lo stile che esprime?
Il rock, il jazz, la musica indie. Mi piacciono i suoni un po’ bizzarri. La stranezza mi intriga come ascoltatrice. Mi vengono molte idee mentre il mio cervello ascolta e allo stesso tempo analizza i suoni. E adoro la voce, soprattutto se utilizzata con suoni strani e d’ambiente. Oltre a questo ho anche utilizzato la mia voce in brani di musica elettronica astratta. Il linguaggio di Ellen Allien risiede nell’utilizzare la voce come un synt. Uso le voci per unire elementi diversi e mai per affermare, dire qualcosa di preciso.

LA DREAM BOX DI ELLEN ALLIEN

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4. La moda è una passione da quando eri bambina oppure è nata recentemente?
Amo la moda da sempre! Quando ero una ragazzina mi piaceva osservare mia madre vestirsi e cercavo di capire come abbinava i vestiti. Anni dopo ho frequentato una scuola per disegno e taglio perché da sempre volevo studiare fashion design. Ma l’ho lasciata quasi subito perché in quel momento era troppo tecnica per me e nel frattempo era nata la passione per la musica.
Tre anni fa l’amore e l’interesse per la moda son tornati, e così ho iniziato a realizzare le mie collezioni.

5. Il rapporto tra look e musica è da sempre strettamente connesso: pensiamo ai look rockabilly, ma anche al new Romantic ecc. C’è un periodo in cui queste due istanze secondo te si sono unite in maniera perfetta?
Il look e la musica non sono (e non sono mai stati) elementi distinti.
Entrambi veicolano codici e significati e la loro unione offre un messaggio molto forte. Parlo per esperienza diretta, in quanto io, come musicista e fashion designer, lavoro sul significato di entrambi gli universi creativi.
Sono cioè in grado di guardare “dietro le quinte” e più apprendo più sono affascinata da questo lavoro. Per esempio, creare musica per me è un bisogno fisico, e forse occuparmi della mia linea di moda mi fornisce un giusto equilibrio. Il mio approccio può essere descritto come armonico-spirituale-d’avanguardia.

6. Vivi a Berlino: vorrei sapere cosa pensi di questa città che trovo la meno omologata d’Europa (anche se alcuni sostengono che piano piano stia perdendo parte del suo potenziale creativo).
Berlino è una piattaforma meravigliosa per tutti i creativi. La sua è una storia speciale, soprattutto quella antecedente alla seconda guerra mondiale, così ricca di stimoli creativi. È una città che accoglie persone provenienti da tutta Europa. Il fatto che sia stata divisa in due parti ha fatto nascere nella gente il desiderio di riunirsi e di dar vita a progetti comuni.

7. Berlino influenza la tua musica?
Sicuramente. Il mio primo album è totalmente incentrato su Berlino.
Stadtkind (BPC021) è stato una dichiarazione d’amore per questa città e per la sensazione di libertà che abbiamo provato dopo la caduta del Muro nel 1989. Da quel momento in poi ci siamo sentiti liberi ed è questo che amo soprattutto di Berlino.

8. In ambito elettronico la Germania ha una lunga tradizione: potremmo citare Neu, Can, Kraftwerk, Popol Vuh, Tangerine dream. È stato importante per te il loro lavoro?
La più grande influenza sono stati I Kraftwerk. The Model è stata la canzone della mia vita. È un pezzo così freddo e minimale e allo stesso tempo così bello. Ha cambiato il mio modo di ascoltare la musica. I Kraftwerk mi hanno infatti offerto la possibilità di avvicinarmi e di identificarmi con un certo tipo di pop music.

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